Veduta delle due Chiese, l'una detta della Madonna di Loreto l'altra del Nome di Maria presso la Colonna Trajana. Salita al
Veduta delle due Chiese, l'una detta della Madonna di Loreto l'altra del Nome di Maria presso la Colonna Trajana. Salita al | Stampe | PIRANESI Giovan Battista
Veduta delle due Chiese, l'una detta della Madonna di Loreto l'altra del Nome di Maria presso la Colonna Trajana. Salita al
Veduta delle due Chiese, l'una detta della Madonna di Loreto l'altra del Nome di Maria presso la Colonna Trajana. Salita al | Stampe | PIRANESI Giovan Battista
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1762
- Luogo di stampa
- Roma
- Formato
- 685 X 430
- Incisori
- PIRANESI Giovan Battista
- Soggetto
- Piazza Venezia
Descrizione
Acquaforte e bulino, 1762 circa, firmata in lastra in basso. Esemplare della contemporanea tiratura âromanaâ della lastra, nel primo stato di tre, con indirizzo e prezzo, descritto da Hind: âSi vende presso lâautore a paoli due e mezzoâ. Magnifica prova, impressa su carta vergata coeva, coeva con filigrana âdoppio cerchio e giglio con lettere CBâ, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. Della serie Vedute di Roma. Lâopera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. Allâopera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dallâeditore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dellâautore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature âpostume romaneâ - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni â la cosiddetta âprima di Parigiâ, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dallâeditore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano lâaggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità , lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Bibliografia Hind (1922): n. 66, I/IV; Focillon (1918): n. 849.