Veduta del castello dell'Acqua Giulia, secondo lo scavo fatto in quest'anno 1822 nella via Tiburtina
Veduta del castello dell'Acqua Giulia, secondo lo scavo fatto in quest'anno 1822 nella via Tiburtina | Stampe | ROSSINI Luigi
Veduta del castello dell'Acqua Giulia, secondo lo scavo fatto in quest'anno 1822 nella via Tiburtina
Veduta del castello dell'Acqua Giulia, secondo lo scavo fatto in quest'anno 1822 nella via Tiburtina | Stampe | ROSSINI Luigi
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1822
- Luogo di stampa
- Roma
- Formato
- 450 X 350
- Incisori
- ROSSINI Luigi
- Soggetto
- Acqua Giulia
- Descrizione
- Luigi Rossini incisore. Vedute di roma 1817 - 1850, catalogo della mostra a cura di L. Gavazzi, M. E. Tottoni, Roma Palazzo Braschi, 7 aprile - 15 luglio 1982. Roma
Descrizione
LE ANTICHITA ROMANE Tavola tratta dalla serie delle Antichità Romane, composta di 101 tavole, che viene realizzata con il ricavato della e vendita dei rami della Raccolta di cinquanta principali vedute di antichità tratte da scavi fatti in Roma in questi ultimi tempi divise in 40 vedute, edita nel 1817. Con questâopera, per il numero delle tavole e per il formato prescelto, di grandi dimensioni, lâincisore vuole affermarsi come figura di primo piano nel mondo artistico romano. In questâopera Rossini si cimenta in un diretto confronto con il suo predecessore G. B. Piranesi che costituisce un punto di riferimento per un incisore di vedute antiche per quanto riguarda lâoriginalità e lâampiezza della riproduzione. Il Rossini, oltre a sottolineare la sua influenza nella scelta del titolo e di alcune didascalie, usa frequentemente le medesime inquadrature e identici punti di vista del maestro veneziano. Altro elemento riconducibile a Piranesi è lâuso della luce e dei forti contrasti chiaroscurali. La volontà di voler animare le vedute, restituendo il monumento al suo contesto storico e la propria inadeguatezza nel campo della figura, porta Rossini ad una collaborazione con Bartolomeo Pinelli, incisore romano, interprete e illustratore del costume e della vita popolare; a cui si devono le figure e i gruppi caratteristici che corredano le vedute. Pinelli, in alcuni casi, riprende i motivi tratti dalle sue precedenti raccolte di Costumi pittoreschi romani. Acquaforte, impressa su carta coeva, in ottimo stato di conservazione.