Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente.
Leggi l'Informativa Cookie Policy completa.

Colonna Traiana

Colonna Traiana | Stampe | LAFRERI Antonio

Stampe
LAFRERI Antonio
1548
600,00 €
(Roma, Italia)

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1548
  • Formato
  • 298 X 475
  • Incisori
  • LAFRERI Antonio
  • Soggetto
  • Colonna Traiana
  • Descrizione
  • B. Rubach, Ant. Lafreri Formis Romae (2016), n. 287, I/II; A. Alberti, L’indice di Antonio Lafrery (2010), n. 54, I/III; Marigliani, Lo splendore di Roma nell’Arte incisoria del Cinquecento (2016), n. IV.11; C. Hülsen, 1921, p. 148, 30, F; R. Lanciani, 19

Descrizione

Bulino, 1544, firmato e datato in basso a destra: «ANT LAFRERY SEQUANI FORMIS». Parte dello "Speculum Romanae Magnificentiae". Esemplare nel primo stato di tre, avanti l'indirizzo di Paolo Graziani e, quindi, di Pietro de Nobili (entrambi sconosciuti ad Hulsen). Nel basamento della colonna si legge: "S. P. Q. R. IMP. CAESARI DIVI NERVAE. F. NERVAE. TRAIANO AVG. GERMANIC. DACICO PONT. MAX. TRIB. POT. XVII. COS. VI. PP AD. DECLARNDVM. QVANTAE AL-TITV DINIS MONS ET LOCVS SITE GESTVS" Si tratta dell’edizione della Colonna Traiana successiva a quella per i tipi di Salamanca del 1540. La colonna coclide occupa in verticale tutto lo spazio della lastra, l’immagine è inserita in un contesto urbano. La stampa rappresenta con sufficiente precisione lo stato del monumento antico. Nonostante l’apparente somiglianza tra l’incisione del Lafréry e quella del Salamanca in realtà sono differenti la scala di misurazione, le proporzioni e il punto di vista infatti l’incisione del Lafréry si pone da un punto di vista più basso riproducendo un effetto più grandioso della base che appare più grande, inoltre c’è una sostanziale diversità delle figurine in basso e il tratteggio del cielo si differenzia notevolmente, ed infine le scene della colonna sono opposte a quelle rappresentate dal Salamanca. «Questa colonna […] Paolo III la levò alle monache della quale si servivano per campanile, e la campana era su nella finestra dello stremo di essa colonna» (Anonimo chigiano G. II 64, p. 319, cfr. Marigliani n. IV.11). L’opera appartiene allo Speculum Romanae Magnificentiae, la prima iconografia della Roma antica. Nell'Indice Lafreri viene descritta al numero 140 come "Colonna di Traiano della parte di fuori, con la demostrazione della parte di dentro.". Nell'inventario di Stefano Duchetti, 1581b (“La Colona Trajana di fora”; Pagani 2008a, p. 15, r. 55); 1584 (“La colonna Troianna di Guera”; Lincoln 2000, p. 185). Lo Speculum ebbe origine nelle attività editoriali di Antonio Salamanca e Antonio Lafreri (Lafrery). Durante la loro carriera editoriale romana, i due editori - che hanno lavorato insieme tra il 1553 e il 1563 - hanno avviato la produzione di stampe di architettura, statuaria e vedutistica della città legate alla Roma antica e moderna. Le stampe potevano essere acquistate individualmente da turisti e collezionisti, ma venivano anche acquistate in gruppi più grandi che erano spesso legati insieme in un album. Nel 1573, Lafreri commissionò a questo scopo un frontespizio, dove compare per la prima volta il titolo Speculum Romanae Magnificentiae. Alla morte di Lafreri, due terzi delle lastre di rame esistenti andarono alla famiglia Duchetti (Claudio e Stefano), mentre un altro terzo fu distribuito tra diversi editori. Claudio Duchetti continuò l’attività editoriale, implementando le lastre dello Speculum con copie di quelle “perdute” nella divisione ereditaria, che fece incidere al milanese Amborgio Brambilla. Alla morte di Claudio (1585) le lastre furono cedute – dopo un breve periodo di pubblicazione degli eredi, in particolare nella figura di Giacomo Gherardi - a Giovanni Orlandi, che nel 1614 vendette la sua tipografia al fiammingo Hendrick van Schoel. Stefano Duchetti, al contrario, cedette le proprie matrici all’editore Paolo Graziani, che si associò con Pietro de Nobili; il fondo confluì nella tipografia De Rossi passando per le mani di editori come Marcello Clodio, Claudio Arbotti e Giovan Battista de Cavalleris. Il restante terzo di matrici della divisione Lafreri fu suddiviso e scisso tra diversi editori, in parte anche francesi: curioso vedere come alcune tavole vengano ristampate a Parigi da Francois Jollain alla metà del XVII secolo. Diverso percorso ebbero alcune lastre stampate da Antonio Salamanca nel suo primo periodo; attraverso il figlio Francesco, confluirono nella tipografia romana di Nicolas van Aelst. Altri editori che contribuirono allo Speculum furono i fr.

Logo Maremagnum it