Scarlatti sono i velluti
Scarlatti sono i velluti | Libri antichi e moderni | Monica Buffagni, Sergio Bellucci, Dario Arpaio
Scarlatti sono i velluti
Scarlatti sono i velluti | Libri antichi e moderni | Monica Buffagni, Sergio Bellucci, Dario Arpaio
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2026
- ISBN
- 9791257143794
- Autore
- Monica Buffagni
- Pagine
- 76
- Collana
- Libri per tutte le tasche
- Editori
- Robin
- Soggetto
- Poesia di singoli poeti, Poesia moderna e contemporanea (dal 1900 ca. in poi)
- Prefatore
- Sergio Bellucci, Dario Arpaio
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
“Scarlatti sono i velluti” è una raccolta composta da una cinquantina di poesie, divise in due sezioni, ricollegate tematicamente al rapporto con l’altro, l’esterno da sé, il mondo esterno (prima sezione) e allo sguardo più intimistico del sentire, del riflettere sul sé e sull’esistenza, sullo scorrere del flusso vitale (seconda sezione). La prima sezione apre con quella che è la cifra stilistica dell’autrice sui temi della comunicazione, degli opposti; dalle asperità del rapporto ad una visione più ampia, più aperta al sociale, all’impegno della riflessione poetica su temi quale la discriminazione, la violenza, il razzismo, la guerra, il femminicidio, i maltrattamenti, unitamente ai toni intensi del rapporto con l’altro, sia esso amoroso o passionale, sia esso della ricerca di una identità comune e condivisa, che traghetti l’io al noi. La seconda sezione, più quieta e lirica, si attarda sul definirsi di istanti, compiuti o da afferrare, pieni o indefiniti, attraverso gli elementi naturali, ma anche gli oggetti della quotidianità, il riscoprire e disvelare nuovi significati nelle azioni consuete. Il lessico mantiene e lima il suo ruolo centrale nella poetica dell’autrice, già evidenziata nelle sue numerose opere precedenti: aspro a tratti, graffiante, a volte sottile, sempre intenso, spesso inaspettato, con largo uso di ossimori, similitudini, contrasti e altre figure retoriche, nonché di rimandi al colore come chiave interpretativa psicologica e poetica immediata, di suggestioni legate a parole-chiave ricorrenti. Prefazione di Sergio Bellucci. Postfazione di Dario Arpaio.