Prealpi comasche, varesine, bergamasche: ECCEZIONALE COPIA APPARTENUTA AD UGO DI VALLEPIANA (firma al frontespizio a china d'epoca).
Prealpi comasche, varesine, bergamasche: ECCEZIONALE COPIA APPARTENUTA AD UGO DI VALLEPIANA (firma al frontespizio a china d'epoca). | Libri antichi e moderni | Saglio, Silvio.
Prealpi comasche, varesine, bergamasche: ECCEZIONALE COPIA APPARTENUTA AD UGO DI VALLEPIANA (firma al frontespizio a china d'epoca).
Prealpi comasche, varesine, bergamasche: ECCEZIONALE COPIA APPARTENUTA AD UGO DI VALLEPIANA (firma al frontespizio a china d'epoca). | Libri antichi e moderni | Saglio, Silvio.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1948
- Autore
- Saglio, Silvio.
- Collana
- Guida dei monti d'Italia.
- Editori
- Touring Club Italiano e Club Alpino Italiano, Milano.
Descrizione
379 p., [2] c. geogr. rip., [16] p. di tav., 16 cm, cartoncino muto non recente. Condizioni : USATO - Stato : Copia discreta ma profondamente vissuta, verosimilmente portata in montagna e utilizzata per le escursioni e le salite dal nobile alpinista italiano, priva delle carte di sguardia e dell'occhietto, segni di umidità passata (non presenta muffe o puzza) e piccoli difetti marginali, un paio di strappi senza mancanze a c. finali, vecchie macchie marginali alle tavole per lo più fuori dalla fotografia e a poche pagine fuori dal testo. Altre note : Numerosi schizzi e fotoincisioni. Di famiglia ebraico-piemontese, figlio di Adolfo e Lidia Ottolenghi, Ugo venne al mondo a Firenze nell’anno 1890 e la famiglia risiedeva nel prestigioso palazzo Boboli-Ottolenghi. Come suo padre, che amava trascorrere lunghi periodi di villeggiatura in Valle d’Aosta, anche Ugo si appassionò ben presto alla montagna. A soli quindici anni salì la difficile Punta Budden sulle Petittes Murailles, dal lato del Breuil, a diciassette scalò il Cervino con la guida Ange Maquignaz e a soli ventun anni percorse da solo la cresta del Brouillard al Monte Bianco. Più tardi, assieme a Ettore Santi, compì l’attraversata da Clavière a Le Bourget, in Francia, attraverso il Col Gimont e salì per la prima volta la classica Dormillouse (2.945 m). Già dal 1904 era socio del Club Alpino Italiano. Iscritto all’Università di Pisa alla facoltà di legge, la lasciò per recarsi a Monaco di Baviera a studiare economia politica. Sulle alpi bavaresi imparò inoltre a sciare entusiasmandosi ben presto per quella nuova attività sportiva. Sul ghiacciaio del Lys conobbe Joseph Gaspard, una guida alpina di Valtournanche che in breve tempo diventò suo amico e compagno d’avventura, nei periodi di pace ed anche durante la guerra. Allo scoppio del primo conflitto mondiale, all’età di 25 anni, nonostante fosse figlio unico di madre vedova, Ugo si presentò come volontario. A Torino, nel settembre del 1915 frequentò il primo corso per aspiranti-ufficiali del 3° Alpini e nell’inverno successivo si trovò a fare l’istruttore di sci a Bardonecchia. Alla testa di un plotone di alpini sciatori, nel marzo del 1916 fu inviato a Malga Romanterra nelle Alpi Giudicarie dove venne impiegato, tra l’altro, nella costruzione di un ponte sul torrente Chiese. Nella tarda primavera fu inviato in Val Costeana sul fronte delle Dolomiti. Gli venne allora chiesto dal colonnello Giuseppe Tarditi, comandante del V Gruppo Alpini, di tentare l’ascensione del camino a destra dello "Scudo" della Tofana di Rozes. Ugo pretese ed ottenne di essere affiancato nell’impresa da Joseph Gaspard. Quel camino, che alla fine i due compagni di cordata riuscirono a risalire, prese il nome di Vallepiana e la quota raggiunta venne intitolata a Gaspard. Per quell’impresa Ugo Ottolenghi fu decorato sul campo con una medaglia d’argento. Assieme i due compagni partecipano quindi a diverse altre azioni, compresa quella che portò alla presa del Castelletto della Tofana, fino al tragico incidente durante il quale Joseph Gaspard venne colpito da un fulmine. Dopo la guerra Ugo continuò a coltivare la sua grande passione per la montagna. Tradusse in particolare la sua esperienza sportiva in un "Manuale di sci" che venne pubblicato dal CAI nel 1921. Nel 1925 si dedicò inoltre alla compilazione di una guida delle "Dolomiti di Cortina d'Ampezzo dal Cristallo per le Tofane alla Croda da Lago" e nel 1933 annotò alcuni aneddoti accaduti durate il periodo bellico: "Nostalgie di penna nera" e "Ricordi di vita alpina". Negli anni ’20 fu uno tra i primi italiani a praticare lo sport della canoa fluviale, ma la sua vera passione rimase quella dell'alpinismo. Nel 1931 divenne consigliere della Sezione Alto Adige del Club Alpino Italiano ma, per effetto delle leggi razziali, nel 1938 ne venne espulso. Nonostante ciò, pur adeguandosi alle direttive del regime, continuò comunque a condividere i principi e lo spirito del CAI. Riammesso nel 1947, nel 1960 succedette a Carlo Negri come Presidente generale, carica che lasciò nel 1975 per ragioni di salute. Dopo gli ottant’anni le sue condizioni fisiche stavano infatti, inesorabilmente peggiorando. La perdita della moglie e la progressiva cecità lo costrinsero ad una vita solitaria e limitata. Il 13 gennaio del 1978, all’età di 87 anni, Ugo Ottolenghi Conte di Vallepiana si spense a Milano e volle essere accompagnato dal suo cappello alpino fino all’ultima dimora. Lui stesso aveva detto infatti che "chi porta la penna per un giorno la porta per tutta la vita".