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Napoli greco-romana. Con un ricordo di Giovanni Pugliese Carratelli. Presentazione di Emanuele Greco.

Napoli greco-romana. Con un ricordo di Giovanni Pugliese Carratelli. Presentazione di Emanuele Greco. | Libri antichi e moderni | Napoli Mario –

Libri antichi e moderni
Napoli Mario –
Gaetano Colonnese editore,, 1996
60,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1996
  • Luogo di stampa
  • Napoli,
  • Autore
  • Napoli Mario –
  • Editori
  • Gaetano Colonnese editore,
  • Soggetto
  • Arte, Archeologia, Napoli, Mario Napoli

Descrizione

(Arti Grafiche il Cerchio). In-8, cm 23,5×14,5, pp. 237-(3) con 8 tavv. f.t. e 8 figg. interc. Esemplare numerato a mano (ns. n. 26) su tiratura complessiva di 500 copie. Ottime condizioni. Collana I Nuovi Trucioli, n. 39. In ottime condizioni. Napoli greco-romana: un classico della topografia antica. Edizione Gaetano Colonnese del 1996 in tiratura limitata a 500 esemplari numerati, oggi non reperibile sul mercato e distinta dalla successiva ristampa economica anch’essa esaurita. Un classico dell’archeologia napoletana in una delle sue edizioni più curate e ricercate. Pubblicato per la prima volta nel 1959, Napoli greco-romana rappresenta ancora oggi uno dei riferimenti imprescindibili per lo studio della città antica. Il volume analizza con metodo rigoroso la struttura urbana di Neapolis, restituendo un quadro chiaro e documentato della sua organizzazione originaria. Il punto centrale dell’opera è l’identificazione della data di fondazione della “nuova città” (Neapolis), fissata intorno al 470 a.C., sulla base di evidenze archeologiche convergenti: necropoli, monetazione, e dati topografici: «La più antica necropoli di Napoli, rinvenuta nell’area di Piazza Capuana, e la più antica monetazione concorrono nel fissare la data d’inizio della nuova città intorno al 470 a. C.: e questa data deve intendersi come storicamente esatta». La questione “Napoli 2500 anni”. Il libro assume oggi un valore ulteriore alla luce delle recenti celebrazioni dei cosiddetti “2500 anni di Napoli” Secondo l’impostazione di Mario Napoli, quella ricorrenza risulta anticipata. Se la fondazione di Neapolis va collocata intorno al 470 a.C., il computo corretto dei 2500 anni conduce non al 2025, ma al 2030.Questa discrepanza ha alimentato un dibattito tra divulgazione, uso pubblico della storia e rigore scientifico: il volume di Napoli si distingue proprio per la chiarezza con cui affronta la questione, basandosi su dati archeologici verificabili e non su convenzioni celebrative.La collana “I Nuovi Trucioli”. “I Nuovi Trucioli” è una delle iniziative editoriali più raffinate di Gaetano Colonnese: una collana costruita su testi apparentemente “minori”, ma in realtà di alta densità culturale.<BR><BR>Il nome richiama volutamente il lavoro artigianale:<BR>libri come “trucioli”, sottili ma preziosi, frutto di una lavorazione lenta, accurata, lontana dalle logiche commerciali più rumorose.<BR><BR>Questo volume rientra perfettamente nello spirito della collana:<BR>un testo specialistico, ma accessibile, destinato a lettori consapevoli e collezionisti.<BR><BR>Valore e interesse collezionistico<BR><BR>Questa edizione del 1996 presenta caratteristiche che ne aumentano l’interesse:<BR><BR>tiratura limitata e numerata<BR>qualità tipografica delle Arti Grafiche Il Cerchio<BR>appartenenza a una collana ricercata<BR>contenuto scientifico ancora attuale<BR>È un titolo che unisce studio, collezionismo e identità napoletana, rivolto tanto allo studioso quanto al lettore evoluto.<BR><BR>Mario Napoli (Napoli, 1915 – Salerno, 1976) Era nato in una famiglia di musicisti, figlio di Gennaro Napoli e fratello di Jacopo, è stato uno dei principali archeologi italiani del Novecento, specializzato nello studio della Magna Grecia e dell’archeologia romana.<BR><BR>Allievo di Amedeo Maiuri, si distinse fin da giovane per importanti scoperte, tra cui gli scavi di Pizzofalcone a Napoli, che contribuirono a chiarire l’origine cumana della città arcaica (Partenope).<BR><BR>Direttore della Soprintendenza archeologica di Salerno, Avellino e Benevento, promosse ricerche fondamentali a Paestum e Velia. A lui si devono scoperte di rilievo assoluto, come la celebre Tomba del Tuffatore (1968), unica testimonianza di pittura greca non vascolare, e la cosiddetta Porta Rosa di Velia, straordinario esempio di arco a tutto sesto in ambito greco.Professore di Storia della Magna Grecia all’Università di Salerno, lasciò un contributo decisivo alla ricostruzione topografica delle città antiche dell’Italia meridionale.

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