La Gazzetta La Voce della Verità condannata a morte ignominiosa senza appello con sentenza proferita a Parigi nell’Aprile 1835 da Ser Cotale Niccolò Tommaseo e compagni per strage commessa dell’Antologia e per attentati contro la liberalesca settaria sovrana canaglia
La Gazzetta La Voce della Verità condannata a morte ignominiosa senza appello con sentenza proferita a Parigi nell’Aprile 1835 da Ser Cotale Niccolò Tommaseo e compagni per strage commessa dell’Antologia e per attentati contro la liberalesca settaria sovrana canaglia | Libri antichi e moderni | Capece Minutolo, Antonio Luigi Raffaele
La Gazzetta La Voce della Verità condannata a morte ignominiosa senza appello con sentenza proferita a Parigi nell’Aprile 1835 da Ser Cotale Niccolò Tommaseo e compagni per strage commessa dell’Antologia e per attentati contro la liberalesca settaria sovrana canaglia
La Gazzetta La Voce della Verità condannata a morte ignominiosa senza appello con sentenza proferita a Parigi nell’Aprile 1835 da Ser Cotale Niccolò Tommaseo e compagni per strage commessa dell’Antologia e per attentati contro la liberalesca settaria sovrana canaglia | Libri antichi e moderni | Capece Minutolo, Antonio Luigi Raffaele
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1835
- Luogo di stampa
- Filadelfia (indicazione fittizia),
- Autore
- Capece Minutolo, Antonio Luigi Raffaele
- Pagine
- pp. 171 [1].
- Editori
- s.e.,
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Prima edizione.
- Descrizione
- mezza pelle con piatti in cartonato,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione.Esemplare marginoso, ben conservato. Firma di possesso al frontespizio.Libro raro, contenente la risposta dei redattori del periodico reazionario modenese «La Voce della Verità» all’attacco pubblicato da Niccolò Tommaseo a Parigi pochi mesi prima, ovvero nell’aprile del 1835. Promotrice della campagna di stampa che aveva portato alla soppressione della progressista «Antologia» del Viesseux, Tommaseo – che dell’«Antologia» fu collaboratore – scrisse un violento pamphlet contro la «Voce» e la sua redazione, a partire di uno dei suoi membri più noti, il Principe di Canosa Antonio Luigi Raffaele Capece Minutolo.