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L’Italiano. Foglio mensile della Rivoluzione Fascista

L’Italiano. Foglio mensile della Rivoluzione Fascista | Libri antichi e moderni | Longanesi, Leo

Libri antichi e moderni
Longanesi, Leo
Stabilimenti Poligrafici Riuniti (poi: Poligrafici Il Resto del - Carlino),, 1931-1942
5000,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1931-1942
  • Luogo di stampa
  • Bologna,
  • Autore
  • Longanesi, Leo
  • Pagine
  • numero di pagine variabile; numerazione progressiva tra i fascicoli dello stesso anno,
  • Volumi
  • 6 voll.,
  • Editori
  • Stabilimenti Poligrafici Riuniti (poi: Poligrafici Il Resto del, Carlino),
  • Formato
  • 235 x 180 mm,
  • Soggetto
  • Letteratura Antica
  • Descrizione
  • fascicoli rilegati in volumi in tela gialla con titoli al piatto e al dorso e fascicoli sciolti,

Descrizione

PERIODICO Edizione originale. Dalla collezione di Giampiero Mughini. 12 annate complete in 6 volumi rilegati (annate 1931-1936) e fascicoli sciolti (annate 1937-1942) dal primo numero del marzo 1931 all’ultimo del novembre/dicembre 1942. Volumi e fascicoli complessivamente in ottime condizioni. Conserva le brossure (mancante solo quella del quarto numero del 1931) e, dal fascicolo 5 del 1931, le sovracoperte illustrate editoriali prive delle brossure mute. Nato nel gennaio 1926 a Bologna come «Rivista settimanale della gente fascista» (così al sottotitolo), «L’Italiano» è non soltanto una delle più celebri creature di Leo Longanesi – appena ventunenne al momento della sua fondazione – ma anche, almeno nella primissima fase luogo principe di espressione (insieme al «Selvaggio») del movimento strapaesano. Perché di un prima e di un dopo si deve in effetti parlare per provare a descrivere questa ricchissima e longeva rivista, con la fine delle pubblicazioni giunta con numero 67-70 del novembre-dicembre 1942. Se già all’altezza del 1927, infatti, Longanesi comincerà ad allontanarsi dall’antimodernismo militante e intransigente, tale progressiva presa di distanza si materializzerà a partire dal 1931 attraverso profondi cambiamenti tipografici e grafici e nei contenuti. Abbandonato il formato in folio delle prime quattro annate (poi in 4° per i successivi 11 numeri), dal numero 1 del marzo 1931 «L’Italiano» assume il suo aspetto definitivo: quaranta pagine in formato quaderno con disegni in bianco e nero dello stesso Longanesi e di Mino Maccari e riproduzioni fotografiche e di opere su carta patinata racchiuse in brossure e, dal numero 5, da sovracoperte illustrate applicate a brossure mute. Ma è l’indirizzo stesso dalla rivista a mutare, divenendo a pieno titolo un periodico letterario e artistico, con la politica lasciata a margine. Una dichiarazione di libertà rispetto al regime – che pure sempre sovvenzionò il progetto di Longanesi, ora sottotitolato «Foglio della Rivoluzione Fascista» - sostenuta da una eterogenea e prestigiosa redazione così composta: Bruno Barilli, Antonio Baldini, Vincenzo Cardarelli, Giovanni Comisso, Marcello Cora, Mino Maccari, Lorenzo Montano, Giorgio Morandi, Alberto Moravia, Camillo Pellizzi, Ardengo Soffici, Sandro Volta e Giuseppe Ungaretti. E a questi nomi furono affidate le pagine dell’«Italiano» con racconti, poesie, interventi, disegni originali e fotografie, insieme ad altre autorevoli firme, tra cui si segnalano Dino Buzzati, Giovanni Comisso, Elsa Morante, Mario Soldati, Vitaliano Brancati, Mario Tobino oltre a una importante presenza di autori internazionali come William Faulkner, André Gide, Joseph Roth ed Ernest Hemingway, che apparve qui per la prima volta in Italia nel numero 21 del 1933 con il racconto «I sicari» (titolo originale «The Killers») tradotto dal venticinquenne Moravia.

Edizione: edizione originale. dalla collezione di giampiero mughini.

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