Cronache mediorientali. Il grande inviato di guerra inglese racconta cent'anni di invasioni, tragedie e tradimenti.
Cronache mediorientali. Il grande inviato di guerra inglese racconta cent'anni di invasioni, tragedie e tradimenti. | Libri antichi e moderni | Fisk Robert.
Cronache mediorientali. Il grande inviato di guerra inglese racconta cent'anni di invasioni, tragedie e tradimenti.
Cronache mediorientali. Il grande inviato di guerra inglese racconta cent'anni di invasioni, tragedie e tradimenti. | Libri antichi e moderni | Fisk Robert.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2006
- ISBN
- 8842811696
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Fisk Robert.
- Editori
- Il Saggiatore
- Stato di conservazione
- Molto buono
- Condizioni
- Usato
Descrizione
1180 p. : ill. ; 22 x 14 cm. Nuovi saggi, Storia. In «Cronache mediorientali» Robert Fisk, uno dei più celebri corrispondenti di guerra al mondo, racconta cento anni di scontri, occupazioni, trasformazioni in Medio Oriente e in tutto il bacino del Mediterraneo. Fisk era in Afghanistan quando i russi si battevano contro il «terrorismo internazionale» e gli afghani lottavano contro «l’aggressore comunista» e in nome di Allah. Si trovava sul fronte iraniano di quella che Saddam Hussein aveva battezzato «guerra lampo». Ha visto gli israeliani invadere il Libano due volte e poi la Cisgiordania. Ha assistito alle guerre civili in Algeria, Bosnia e Kosovo. Alla guerra del Golfo di Bush padre e alle guerre in Afghanistan e in Iraq di Bush figlio. «Il Medio Oriente lascia la sensazione che nessun evento della storia abbia mai un orizzonte finito, che non arrivi mai il momento in cui poter dire: “Adesso basta”.» Fisk ha raccontato questa terra martoriata denunciandone torture, esecuzioni e genocidi, toccando con mano ingiustizie e orrori, smascherando le menzogne che da quasi un secolo hanno portato alla morte decine di migliaia di soldati e di civili. Essere corrispondente di guerra per lui significava spiegare, certo, il chi, il dove, il come e il quando, ma anche indagare i perché. Significava cercare di «monitorare i centri del potere», sfidare l’autorità – qualunque autorità. Quest’opera non vuole essere una cronologia dei conflitti in Medio Oriente, ma la narrazione di un’unica storia scandita in diverse storie; la testimonianza in presa diretta di una guerra moderna, della difficoltà, della frustrazione, dei pericoli che corre chi è impegnato a stendere la prima versione dei fatti. Una grande epopea tra Omero, Tolstoj e Kapuściński. Titolo originale dell'opera: «The Great War for Civilization: The Conquest of Middle East». Traduzione di Enrico Basaglia, Alessandra Costa, Antonietta Torchiana, Bruna Tortorella. Legatura editoriale, coperta in cartone rigido plastificato di colore nero, sovraccoperta illustra a colori in carta patinata lucida. Qualcge lieve segno del tempo ai profili della sovraccoperta, all'interno varie mappe geo-politiche. Codice libreria 10500.