Cristina Campo la disciplina della gioia. Con le lettere a John Lindsay Opie
Cristina Campo la disciplina della gioia. Con le lettere a John Lindsay Opie | Libri antichi e moderni | Pertile Maria E Scarca Giovanna
Cristina Campo la disciplina della gioia. Con le lettere a John Lindsay Opie
Cristina Campo la disciplina della gioia. Con le lettere a John Lindsay Opie | Libri antichi e moderni | Pertile Maria E Scarca Giovanna
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2021
- Editori
- Pazzini editore, Rimini
- Formato
- 24x17cm
- Curatore
- Pertile Maria E Scarca Giovanna
- Soggetto
- Saggistica
Descrizione
PRIMA EDIZIONE Il volume, che raccoglie i contributi del convegno fiorentino, reca in copertina il volto luminoso e sorridente di Cristina, in una foto scattata a Nervi nel 1970.Nella I sezione sono offerte le testimonianze di due amici della Campo: Gaetano Paolillo, “Ricordo dell’amica Vittoria Guerrini“, e Giuseppina Cardillo Azzaro, “Tanta gioia in croce”. Nella memoria di un’amicizia preziosa, Paolillo svela il punto d’incontro di comune interesse tra lui, ingegnere chimico, e la Campo, letterata e poetessa. Per esigenze di brevità riportiamo solo i titoli dei loro contributi: Piero Mazzucca, “Cristina Campo tra pseudonimi e anonimato”; Arturo Donati, “Non si può Nascere ma si può morire innocenti”. Ordinali della trascendenza in Cristina Campo”; Giovanna Scarca, “L’indicibile sguardo di Dio in Canone IV”; Maria Pertile, “La freccia del nostro presente”. Sulla gioia di Parco dei cervi in Cristina Campo”. Maria Pertile ha posto in Appendice le tre stesure di Diario d’agosto (1953, 1954 e 1960), pagine quasi introvabili che documentano la genesi di un testo mirabile nella sua evoluzione umana, spirituale e letteraria. La IV sezione è introdotta e curata da Alessandro Giovanardi, che alle proprie pagine dà titolo: “Là dove posano i piedi del divino”. Il saggio ricostruisce con acume e precisione l’intenso dialogo culturale e spirituale tra la Campo e Lindsay Opie negli anni difficili delle riforme liturgiche seguite al Vaticano II. Si giunge così alle 13 tra lettere e cartoline che la donna, firmandosi spesso Xtina, indirizza all’amico ortodosso John Lindsay Opie, bizantinista e appassionato studioso di icone, scomparso pochi mesi prima della pubblicazione del volume. In brossura. Pp. 254. Pari al nuovo.