“Collezione scelta dei Monumenti sepolcrali del Comune Cimitero di Bologna”
“Collezione scelta dei Monumenti sepolcrali del Comune Cimitero di Bologna” | Libri antichi e moderni | Salvardi Natale (a cura di)
“Collezione scelta dei Monumenti sepolcrali del Comune Cimitero di Bologna”
“Collezione scelta dei Monumenti sepolcrali del Comune Cimitero di Bologna” | Libri antichi e moderni | Salvardi Natale (a cura di)
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1825
- Luogo di stampa
- Bologna
- Volumi
- 1
- Editori
- per cura di Natale Salvardi
- Formato
- In folio
- Curatore
- Salvardi Natale (a cura di)
- Edizione
- Edizione originale
- Soggetto
- Bologna; Certosa di Bologna; Cimitero monumentale
- Descrizione
- Brossura originale
- Stato di conservazione
- Molto buono
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- True
Descrizione
In folio (cm 40,5 x 27), brossura originale, frontespizio e carta di dedica incisi in rame, 60 tavole con incisioni in chiaroscuro al recto corredate da epigrafi, profili biografici dei defunti e descrizioni dei monumenti. Volume in barbe.
La brossura è stata controfondata con un abile restauro non recente che comprende anche un ripristino dell’angolo superiore del frontespizio, piccole mende al taglio di testa della carta di dedica, lievi, circoscritte e trascurabili tracce di ossidazione, per altro volume in stato di conservazione molto buono.
Sulla prima di copertina della brossura e sul colophon la data impressa è il 1839, sul frontespizio il 1825.
"Nel 1825 il calcografo Natale Salvardi progettò un’opera che prevedeva la pubblicazione di un centinaio di incisioni raffiguranti altrettanti sepolcri monumentali della Certosa di Bologna scelti adottando un duplice criterio, ancora di ispirazione illuministica, che teneva conto sia della qualità artistica dei monumenti che della celebrità dei dedicatari. Noti artisti e accademici come Francesco Rosaspina, Gaetano Guadagnini, Antonio Marchi e Giacomo Savini furono incaricati di eseguire le incisioni, tuttavia il progetto iniziale di Salvardi venne notevolmente ridimensionato in corso d’opera, probabilmente per ragioni di ordine economico, e furono pubblicate solo le sessanta tavole in grande formato."