Récit des évènements arrivés au Temple, depuis le 13 Aout 1792 jusqu'a la mort du Dauphin Louis XVII
Récit des évènements arrivés au Temple, depuis le 13 Aout 1792 jusqu'a la mort du Dauphin Louis XVII
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1823
- Luogo di stampa
- Paris
- Autore
- [Angouleme Marie Thérese Charlotte Duchessa Di]
- Editori
- Audot (Imprimerie de Firmin Didot)
- Soggetto
- Storia di Francia, Rivoluzione Francese, Opere anonime
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-8°, pp. 82, brossura editoriale verde acqua con titolo e vignetta incisa raffigurante una sorta di patera, il tutto entro bordura istoriata con gigli di Francia. La medesima bordura, alla brossura di tergo, inquadra una vignetta raffigurante un vaso. Stemma coronato dei Borboni di Francia inciso al frontespizio. Firma ottocentesco in inchiostro viola al titolo; annotazioni della stessa mano, sempre in inchiostro viola, in calce all'ultima c. di testo e al recto dell'ultima c. bianca. In barbe, con fioriture sparse. Ex-libris nobiliare del conte Thomas Zahorowsky. Edizione originale, impressa in forma anonima, di questa animata testimonianza in prima persona degli eventi verificatisi nel Tempio di Parigi dal 13 agosto 1792 alla morte del Delfino di Francia. L'autrice, Marie-Thérese-Charlotte de Bourbon, Madama Reale, Duchessa d'Angouleme e Contessa di Marnes (Parigi, 1778-Frohsdorf, Austria, 1851), era la figlia dello stesso Luigi XVI e di Maria Antonietta. Imprigionata con i genitori al Tempio nell'agosto 1792 (da qui l'epiteto che le fu conferito de 'l'orpheline du Temple'), fu liberata nel 1795 dal governo francese, venendo scambiata con alcuni membri della Convenzione catturati dagli austriaci. A partire da quella data ella rimase al fianco dello zio, l'esiliato Luigi XVIII, che la maritò al proprio cugino, il Duca d'Angouleme. Al momento del ritorno di Napoleone dall'Elba nel 1815 ella si trovava a Bordeaux, dove le fu affidato il compito di organizare la resistenza antinapoleonica, dimostrando talmente tanto coraggio da meritarsi l'elogio dell'Imperatore stesso, che la definì 'il solo uomo della sua famiglia'. Non in Barbier.