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Libri antichi e moderni

CARDUCCI, Giosuè (1835-1907)

Poesie di Giosuè Carducci (Enotrio Romano). Volume unico

Barbera, 1871

500,00 €

Govi Libreria Antiquaria

(Modena, Italia)

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Dettagli

Anno di pubblicazione
1871
Luogo di stampa
Firenze
Autore
CARDUCCI, Giosuè (1835-1907)
Editori
Barbera
Soggetto
Ottocento e Novecento
Stato di conservazione
Buono
Lingue
Italiano
Legatura
Rilegato
Condizioni
Usato

Descrizione

Mm. 182x120. Pp. xxiii, [1 bianca], 344. Graziosa legatura coeva in piena tela con impressioni in oro al dorso e a secco ai piatti, tagli rossi. Timbro G. Rautter Wien al risguardo libero anteriore; firma di possesso all'occhietto. Sporadiche e trascurabili fioriture. Ottimo copia.
Prima edizione tirata in soli 1500 esemplari che raccoglie poesie già apparse in Levia Gravia (1868) e altre invece assolutamente inedite. Si tratta della prima raccolta organica di poesie carducciane.
Nato a Valdicastello, vicino Pietrasanta nel lucchese, Giosuè Carducci condusse un'infanzia abbastanza serena, fino a quando nel maggio del 1848 la sua casa di Bolgheri fu fatta bersaglio di colpi di fucile, sparati in segno di avvertimento al padre dottore per le sue idee rivoluzionarie. La famiglia si trasferì così nella vicina Castegneto (oggi Castagneto Carducci), quindi l'anno seguente a Firenze, dove il giovane Giosuè fu mandato a studiare nella scuola degli scolopi.
Nel 1853 entrò alla Scuola normale superiore di Pisa, laureandosi tre anni dopo in filosofia e filologia. Prima ancora di prendere la laurea, insegnò per un certo periodo a San Miniato, dove nel 1857 pubblicò le sue prime Rime, che recuperavano lo spirito polemico del gruppo “Amici pedanti”, da lui fondato a Pisa insieme ad altri studenti che si opponevano al cattolicesimo bigotto allora imperante alla Normale. Nel 1858, dopo la morte del padre e del fratello Dante, si sposò e prese a vivere con sé la madre e il fratello minore. In quegl'anni cominciò la collaborazione con l'editore fiorentino Barbera, per il quale appronterà una collana di classici. Nel 1860 ottenne la cattedra di eloquenza presso l'Università di Bologna, che mantenne fino al 1903.
Animato da profonda passione politica, deluso dal governo italiano, pur non divenendo mai un socialista radicale, per indole e temperamento Carducci fu sempre piuttosto severo e sarcastico nei confronti della classe politica del suo paese, accusata di eccessivo servilismo nei confronti della chiesa. Il laicismo fu uno dei cardini del suo impegno civile e una costante della sua produzione poetica. Esemplare in questo senso il celebre inno A Satana, pubblicato nel 1865 sotto lo pseudonimo di Enotrio Romano. Questo atteggiamento aspro e dissacratore gli causò non pochi problemi con le autorità.
Rime e ritmi (Bologna, 1899) fu l'ultima raccolta poetica del Carducci prima del silenzio. Gli ultimi anni di vita, segnati da una precoce decadenza fisica, furono solamente allietati dal premio Nobel per la letteratura che gli fu consegnato nel 1906.
Parenti, Rarità, V, pp. 245-6; Salveraglio, nr. 55; Parenti, Prime edizioni, p. 128; Biancardi-Francese, Prime edizioni italiane, p. 98.
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