Osservazioni sulle nuove scoperte egizie di Champollion il Giovane ed Ippolito Rosellini dirette ad un amico da X. Liebhaber der Wahrheit.
Osservazioni sulle nuove scoperte egizie di Champollion il Giovane ed Ippolito Rosellini dirette ad un amico da X. Liebhaber der Wahrheit.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1834
- Luogo di stampa
- Roma.
- Autore
- Anonimo [Allemand Giovanni].
- Editori
- Presso Crispino Puccinelli.
- Soggetto
- Contra Champollion - Rarità
Descrizione
In-8°, brossura novecentesca, pp. 42(2). Giovanni ALLEMAND (1799-1835) fu docente di Scrittura Sacra al Collegio Romano. Rarissimo pamphlet denigratorio dell'opera di Champollion e Rosellini. Negli Atti della R. Accademia dei Lincei (Anno CCCXXVIII - 1931, Serie VI - Vol. III - Fasc. VI), in una Memoria su 'Arcangelo Michele Migliarini atruscologo ed egittologo', Nora Nieri scrive: 'Al principio del 1834 l'opposizione clericale, che, dopo la lotta contro Champollion, aveva sempre continuato a mordere gli egittologi, organizzò una offensiva in pieno, specialmente diretta contro il Rosellini. Un cardinale romano fece scrivere, pare, da un giovane professore di sacra scrittura del Collegio Romano, P. Allemand, un libello che fu pubblicato anonimo col titolo “Osservazioni sulle nuove scoperte egizie di Champollion il Giovane ed Ippolito Rosellini dirette ad un amico da X Liebhaber der Wahrheit”. Tutte le più velenose insinuazioni contro Champollion e il Rosellini sono condensate in quelle quarantadue pagine, dove per dar loro un maggior aspetto di metodo severo, sono distribuite in una introduzione e due teoremi. L'autore di questo libello dà « apertis verbis » di ciarlatano a Champollion, attaccandolo a causa della mescolanza dei geroglifici simbolici coi fonetici e gli omofoni. Quanto al Rosellini, dopo aver cercato di dimostrare che non sa neanche il greco, sostiene che l'opera di lui (ne erano usciti già due volumi) non è altro che un'impostura, perchè non avendo pubblicata una tavola con il valore dei geroglifici e rimandando continuamente a una grammatica di Champollion che non era mai stata pubblicata, può, in mala fede, tradurre tutto quello che vuole. Col secondo teorema vorrebbe provare poi che lo scopo del Rosellini è di dimostrar falsa la cronologia sacra e i dati della Bibbia. L'Allemand, sia che avesse scritto questo libello per ubbidienza, o che per ubbidienza se lo fosse lasciato attribuire, in data 18 febbraio 1834 scrisse e pubblicò in latino una lettera a sostegno e difesa delle Osservazioni sulle nuove scoperte egizie; ma poi rimasto alle prese con la propria coscienza, impazzì e non guarì che qualche mese dopo; guarito che fu, scrisse al Rosellini e al Samuelli, che s'era intromesso a favore del Rosellini, di non esser stato lui l'autore delle Osservazioni, e che, data la sua malferma salute e le sue scarse cognizioni in proposito, abbandonava per sempre il campo dell'Egittologia. Intanto il cardinale che aveva scritto, o fatte scrivere le Osservazioni, pensò anche alla loro diffusione; e quando il canonico Pierazzi nominato vescovo di S. Miniato andò a Roma a farsi consacrare, gli consegnò molte copie dell'opuscolo coll'ordine di distribuirlo ai vescovi della Toscana. (…) Nacque un putiferio, specialmente a Pisa dove il canonico Samuelli, collega e amico del Rosellini si levò a difenderlo contro gli altri canonici del Capitolo che si sentivano in vena di organizzare una specie di guerra santa contro l'eretico Rosellini. (…) Il Migliarini a difesa dell'amico compose un Supplemento alle « Osservazioni » sulle nuove scoperte egizie ecc.; sono quindici grandi pagine che egli ha coperto con la sua nitida e minuta calligrafia. Con garbata ironia attacca ad uno ad uno gli argomenti dell'avversario, li distrugge a fil di logica; e adoprando, ora le le sue profonde conoscenze sull'argomento, ora il sarcasmo, dimostra la malafede e l'ignoranza dell'« Amico della Verità». Ma non fu possibile far pubblicare questo scritto del Migliarini. A Roma il principe Odescalchi, direttore del « Giornale Arcadico », dopo aver consultato in proposito il padre Olivieri commissario generale del Sant'Uffizio, rifiutò; fu data soltanto soddisfazione meno pubblicamente, per dir così, al Rosellini, dallo stesso padre Olivieri in una dissertazione tenuta all'Accademia di Religione Cattolica: egli lodò il Rosellini, parlò con disprezzo del libello dell'« Amico della Verità » e concluse che gli sforzi di costui « erano stati inopportuni e imprudenti perché tendevano a svalutare i profondi studi e i dispendiosi viaggi intrapresi non ad altro fine che per cercare utili cognizioni a scopi onesti e sapienti ». (…) In conclusione fu data una certa soddisfazione officiosamente al Rosellini; ma la ritrattazione non fu pubblica come erano state la calunnia e l'offesa. Molte copie delle Osservazioni dell'« Amico della Verità » furono distrutte e perciò quell'opuscolo è divenuto assai raro.'