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Libri antichi e moderni

Agostino Fecia (Biella 1803 - Torino 1876)

METODO PRATICO E PROGRESSIVO PER L'INSEGNAMENTO DELLA LINGUA ITALIANA applicabile ad altre lingue CON PROPOSTA di una POLIANTEA UNIVERSALE FIGURATA di AGOSTINO FECIA da Biella.

presso Ignazio Fecia Libraio-Editore, 1893

550,00 €

Bosio Dedalo M. Libreria Antiquaria

(Torino, Italia)

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Dettagli

Anno di pubblicazione
1893
Luogo di stampa
Biella
Autore
Agostino Fecia (Biella 1803 - Torino 1876)
Editori
presso Ignazio Fecia Libraio-Editore
Soggetto
pedagogia, figurati del secolo XIX
Descrizione
Discreto esemplare. Tracce di ex libris sulla prima sguardia, iniziali timbrate sulla sguardia e al verso del frontespizio, abituali fioriture sparse come tipico di quest’opera, peraltro in questo esemplare piuttosto contenute; fessura parziale d’una cerniera, legatura leggermente allentata, crepa su un angolo del piatto anteriore.

Descrizione

Un volume in quarto cm 31 x 22, legatura coeva in mezza pelle, pp 203 (1) con 26 tavole litografiche disegnate da Giovanni Gallo e impresse da Doyen. Discreto esemplare. Tracce di ex libris sulla prima sguardia, iniziali timbrate sulla sguardia e al verso del frontespizio, abituali fioriture sparse come tipico di quest’opera, peraltro in questo esemplare piuttosto contenute; fessura parziale d’una cerniera, legatura leggermente allentata, crepa su un angolo del piatto anteriore. Curiosa opera didattica del sacerdote biellese Agostino Fecia, insegnante e pedagogo impegnato sin dagli esordi nella diffusione della lingua italiana presso le classi popolari piemontesi. La sua esperienza nelle scuole rurali lo portò a sviluppare un metodo d’insegnamento che faceva largo uso di ausili grafici su tabelloni, per illustrare la nomenclatura italiana e vincere l’ostacolo del dialetto; l’esperienza fu all’origine di questo Metodo, opera che, insieme al successivo Ajutarello a parlare familiarmente italiano (1841) e al perfezionato Direttorio per insegnare fruttuosamente la lingua italiana ed altre lingue (1842), portò all’autore una certa fama nell’ambiente della pedagogia, tanto che nel 1845 si trasferì a Torino, dove assunse la direzione de “L’Educatore Primario” e aprì con la sorella una scuola privata per maestre. (Cfr Chiosso, in Dizionario Biografico dell’Educazione, sub voce). Il Metodo è riccamente illustrato con 26 tavole di gusto popolare: scene e ambienti della vita quotidiana e del lavoro nelle campagne, cantine, cucine… immagini affollatissime di personaggi, animali e attrezzi, in una surreale messa in scena tra la naïveté dell’ex voto e l’astrazione dell’illustrazione scientifica che oggi costituiscono un peculiare documento della cultura materiale dell’epoca.
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