Lettera di Ranieri de' Calsabigi al signor conte Vittorio Alfieri sulle quattro sue prime tragedie; e risposta del signor conte Alfieri al medesimo
Lettera di Ranieri de' Calsabigi al signor conte Vittorio Alfieri sulle quattro sue prime tragedie; e risposta del signor conte Alfieri al medesimo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1784
- Luogo di stampa
- S. l.,
- Autore
- Alfieri, Vittorio - Calsabigi [Calzabigi], Ranieri De’
- Pagine
- pp. [2] 71 [1] 31 [1].
- Editori
- s. n.,
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Edizione originale.
- Soggetto
- Letteratura Antica
- Descrizione
- mezza pelle, al dorso tassello rosso, fregi oro, piatti in cartonato spazzolato color sabbia,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROEdizione originale.CON AUTOGRAFO.Ottimo esemplare, molto fresco (solo un lievissimo alone marginale al frontespizio). Provenienza di gran pregio: tra la prima e la seconda sguardia è legato un foglio con una lunga dedica autografa di Calzabigi a De Breme: «Je suplie S. E. Monsieur le Marquis de Breme d’agreer mon petit ouvrage comme un tribut du respect [.]. À Naples le 14 (?) Xbre 1783 De Calsabigi». Al frontespizio timbretto «De Breme»: Ludovico Giuseppe Arborio Gattinara conte di Sartirana marchese di Breme (Parigi 1754 - Milano 1828) svolse importantissimi incarichi diplomatici a Napoli, dove dal 1782 fu rappresentante del re di Sardegna, a Vienna e infine a Milano: qui, per volontà dello stesso Napoleone, divenne ministro degli Interni del Regno Italico tra il 1806 e il 1809. Fu padre del celebre letterato Ludovico di Breme.Lo scambio tra Calzabigi e Alfieri, pubblicato per la prima volta nella presente edizione e considerato uno dei più importanti documenti sul teatro italiano di fine Settecento, per la sua rilevanza venne più volte ristampato come prefazione alle Tragedie dell’astigiano. «Dopo aver sottolineato le cause della mancanza di lavori teatrali di genere tragico in Italia, [Calzabigi] fece una precisa analisi critica dei personaggi creati dall' Alfieri, dei quali sottolineava l'originalità pur facendo qualche riserva circa lo stile delle tragedie. L'Alfieri accettò serenamente le critiche, definendo l'analisi del C. "giudiziosa, ragionata e cortese" (C. Gabanizza, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 17, 1974). Raro, se ne contano una decina di esemplari nel catalogo Sbn.