Le Malitie Bettine del Mutio Iustinopolitano. Distinte in quattro parti. Nella prima parte si mostrano le malitiose allegationi e interpretazioni dei Sacri dottori fatte da Francesco Betti. Nella seconda si scoprono le malitie sue nell'allegare e interpetare i sacri Concilij. Nella terza, si manifesta come egli malitiosamente allega e interpreta la sacra scrittura. Et nella quarta si leua il velo alla malitia di alcune sue notabili menzogne
Le Malitie Bettine del Mutio Iustinopolitano. Distinte in quattro parti. Nella prima parte si mostrano le malitiose allegationi e interpretazioni dei Sacri dottori fatte da Francesco Betti. Nella seconda si scoprono le malitie sue nell'allegare e interpetare i sacri Concilij. Nella terza, si manifesta come egli malitiosamente allega e interpreta la sacra scrittura. Et nella quarta si leua il velo alla malitia di alcune sue notabili menzogne
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1565
- Luogo di stampa
- Pesaro
- Autore
- Muzio Girolamo
- Editori
- per gli heredi di Bartolomeo Cesano
- Soggetto
- Dispute e polemiche religiose, Riforma e controriforma
- Descrizione
- *Vellum
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-8° piccolo (15,5x10 cm), legatura in piena pergamena settecentesca con titolo calligafato al dorso con nervetti passanti alle cuffie, tagli maculati rossi. Carte (12), 76, emblema dello stampatore al frontespizio, capolèttere animati. Note di antica collocazione al contropiatto anteriore, ex libris antico sotto forma di timbro al frontespizio. Più che buon esemplare. Edizione originale e unica di quest'opera nella quale Muzio, in quattro parti, evidenzia gli errori, le menzogne e le malitie del Betti nell'interpretare la sacra Scrittura, i sacri Dottori ed i sacri Concilij. Il letterato F. Betti entrò da giovane come segretario al servizio del marchese di Pescara. Essendosi sempre più interessato delle dottrine riformate, Betti nel 1557 dovette fuggire, con l'amico Jacopo Aconcio, a Basilea. Il Muzio aveva già risposto nel 1558 ad una lettera del Betti. Il Betti a sua volta rispose nel 1561 al Muzio che, solo nel 1563, terminò quest'opera mandandola in stampa a Venezia. Qui, come si legge nella nota che segue la dedicatoria a Camillo Olivo, non fu mai pubblicata per giungere finalmente a Pesaro dove vide la luce per i tipi di B. Cesano nel 1565. Girolamo Muzio, letterato (1496-1576) nacque a Padova, ma di origini capodistriane e dunque detto giustinopolitano; in ragione dei suoi numerosi scritti contro la dottrina protestante fu soprannominato 'martello degli eretici'.