LALLA ROMANO E LA VALLE D'AOSTA. - La montagna e il paesaggio fra pittura e scrittura. Aosta, Biblioteca regionale, Espace Porta Decumana, 8 Agosto - 7 Settembre 2009.
LALLA ROMANO E LA VALLE D'AOSTA. - La montagna e il paesaggio fra pittura e scrittura. Aosta, Biblioteca regionale, Espace Porta Decumana, 8 Agosto - 7 Settembre 2009.
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2009
- ISBN
- 9788857203850
- Luogo di stampa
- Milano,
- Autore
- CORGANTI Martina, RIA Antonio (A cura di)
- Collana
- ARTE MODERNA. CATALOGHI
- Editori
- Skira,
- Curatore
- Corganti Martina, Ria Antonio
- Soggetto
- LETTERATURA, ROMANO LALLA
Descrizione
In-8 (cm. 24), brossura illustrata, con alette, pp. 80, (2), con illustrazioni in bianco e nero ed a colori nel testo. In ottimo stato (nice copy).Il volume è il catalogo della mostra di Aosta (Espace Porta Decumana, Biblioteca Regionale Aosta, 8 agosto 2009 - 7 novembre 2009). Ad otto anni dalla scomparsa della grande scrittrice, poetessa e giornalista cuneese Lalla Romano "premio Strega" nel 1969, la mostra ne ripercorre la vita attraverso manoscritti, documenti e fotografie, un'ampia raccolta di dipinti e disegni, testimonianza di una passione sempre coltivata accanto a quella per la poesia. La Valle d'Aosta ha rappresentato per Lalla Romano non soltanto la meta abituale delle vacanze estive, ma soprattutto un'oasi di silenzio e di ispirazione, un luogo dell'anima in cui rifugiarsi per riscoprire una tranquillità che spesso mancava nella sua vita intensa e movimentata di artista e di donna. La sua frequentazione della Valle l'ha vista ospite di Cheneil in Valtournenche, di Courmayeur e infine di Vetan a Saint-Nicolas, e di questi luoghi, delle persone e delle loro storie, è una "testimone partecipe". Ma attraverso il suo sguardo esterno, da "villeggiante", l'autrice ci ha anche lasciato qualcosa di infinitamente prezioso e commovente: ha saputo svelarci il mistero di quel sentimento così intimo che ci lega alla nostra montagna, "qualcosa di ignoto che ci sovrasta, ma anche ci protegge e forse ci ama".