L'Ottavio. Tradotto da Nino Barbantini - Octavius
L'Ottavio. Tradotto da Nino Barbantini - Octavius
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1946
- Luogo di stampa
- Venezia
- Autore
- Minucio Felice Marco
- Editori
- Il Tridente (Stamperia Carlo Ferrari)
- Soggetto
- Letteratura latina cristiana, Apologetica, Traduzioni
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Lingue
- Altre
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-8°, pp. XX, 144, cartonatura editoriale pergamenata con unghie e titolo in rosso al piatto e al dorso. Illustrazioni a colori di Fulvio Bianconi n.t. e f.t. Traduzione italiana e testo originale latino in calce. Dedica autografa del traduttore, il celebre mecenate e promotore culturale Nino Barbantini (Ferrara, 1884-ivi, 1952). Perfetta copia a fogli chiusi. Tiratura di 310 esemplari numerati (n° 66 dei 200 su carta di filo). Edizione a cura di Giuseppe Govone, particolarmente notevole per le illustrazioni dell'allora giovanissimo Bianconi, non ancora affermatosi come designer. L'Octavium' di Minucio Felice (II-III sec. d.C.), apologista romano di origine africana, presenta numerose, rilevanti analogie con l'Apologeticum' di Tertulliano, da cui deriverebbe, ora che se ne sostiene per lo più, da parte dei filologi classici, la posteriorità rispetto ad esso. Il dialogo, composto sul modello ciceroniano, si svolge tra un cristiano, Ottavio, e un pagano, Cecilio; arbitro di tale disputa, ambientata a Ostia, è l'autore stesso. Cecilio sostiene la tesi dello scetticismo pagano, per cui l'inconoscibilità del vero porta a credere negli dei che fecero la grandezza di Roma. Ottavio critica invece il culto pagano e appoggia il monoteismo cristiano fondandosi su un'etica stoica piuttosto che sulla fede dogmatica nelle religioni rivelate.