L’intellettuale rovesciato. Interventi e ricerche sulla emergenza d’interesse verso le forme di espressione e di organizzazione “spontanee” nel mondo popolare e proletario (Quaderno n. 3 della Lega di cultura di Piadena)
L’intellettuale rovesciato. Interventi e ricerche sulla emergenza d’interesse verso le forme di espressione e di organizzazione “spontanee” nel mondo popolare e proletario (Quaderno n. 3 della Lega di cultura di Piadena)
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1967
- Luogo di stampa
- Piadena (Cremona),
- Autore
- Bosio, Gianni
- Pagine
- pp. XIII [1] 183 [1].
- Editori
- Lega di cultura di Piadena (Tipografia Gerevini),
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Prima edizione.
- Soggetto
- 18, 12, 2023Contestazione, 1968 e 1977MusicaDialettali e Storia LocalePoliticaStoria
- Descrizione
- dorso in tela bordeaux, cartoncini rossi con titoli neri,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione.Piccole lacerazioni alla testa e al piede del dorso, tagli leggermente fioriti, per il resto ottimo esemplare della rarissima prima edizione in ciclostile pubblicata dalla Lega di cultura di Piadena.Ristampata nel 1975 dalle Edizioni Bella Ciao di Milano, quest’opera di Gianni Bosio dedicata alla cultura popolare e delle classi subalterne apparve in verità nel maggio 1967 come terzo quaderno della Lega di cultura di Piadena, associazione riconducibile al più vasto campo di “leghe” volute da Bosio per promuovere ricerche e attività culturali dal basso. Mosse dal desiderio di riprendere il filo delle tradizioni dimenticate o calpestate dall’avanzare del boom economico e di ridare forza, ovviamente anche in chiave politica, alle forme artistiche e culturali proletarie, le leghe furono affiancate da altre esperienze, come quella del «Nuovo canzoniere italiano» nato come rivista nel 1963 per volontà dello stesso Bosio e di Roberto Leydi o l’Istituto Ernesto De Martino creato di nuovo da Bosio nel 1966 a Milano. In particolare, la Lega di cultura di Piadena sorse grazie all’incontro tra lo storico e militante mantovano, il maestro Mario Lodi e alcuni giovani riuniti attorno alla Biblioteca Popolare creata da quest’ultimo nella località cremonese, tra cui Giuseppe Morandi, dedicatario della lettera che apre questa raccolta di scritti ciclostilata nel maggio 1967.