I Promessi Sposi, Storia milanese del secolo XVII, scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni. Terza edizione illustrata
I Promessi Sposi, Storia milanese del secolo XVII, scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni. Terza edizione illustrata
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1875
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Manzoni Alessandro
- Editori
- Fratelli Rechiedei
Descrizione
In 4° (mm 250 x 170); pagg. 718, una tavola a tutta pagina alla fine, ritratto del Manzoni entro doppio filetto, testo anch'esso inquadrato; illustrata da centinaia di silografie nel testo firmate in lastra dagli autori: Gonin, L. Borgomanero e T. Cremona, Sacchi e Bernard, Centenari Canedi, Riccardi, Mola, Loiseau. Mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso, fregi a secco. Buon esemplare, presenta lievi tracce d'ossidazione e fioriture, lievi abrasioni prevalentemente a spigoli e cuffie. <BR>Terza edizione illustrata, con la revisione dei legni rispetto alla prima del 1840. <BR>Ristampa dell'edizione originale "Quarantana" del romanzo nella sua versione definitiva, successiva al risciacquo dei panni in Arno, oltre che della prima edizione illustrata, accresciuta dalla Storia della colonna infame. Per l'elegante veste editoriale e il raffinato apparato iconografico, Manzoni, che seguì pedissecuamente ogni fase della realizzazione della sua opera, fece delle accurate scelte. Dopo l'esperienza, in prima battuta con il celebre pittore Francesco Hayez che doveva occuparsi delle illustrazioni, e gli esiti delle prime prove furono talmente deludenti che lo stesso Hayez si ritirò dall impresa; Manzoni allora si affidò al genio del giovane torinese, amico di famiglia, Francesco Gonin: disegnatore eclettico, capace di spaziare dai ritratti di personaggi alle vedute, fino agli scorci urbani più animati, egli realizzò la maggior parte delle oltre 400 vignette che corredano il testo; con l'aiuto di altri disegnatori: Paolo Riccardi, Giuseppe Sogni, Luigi Riccardi, Luigi Bisi e Federico Moja. Manzoni fu talmente soddisfatto del lavoro, che arrivò a definire Gonin "ammirabile traduttore" della sua opera. Anche per la realizzazione delle tavole arrivarono dall'estero un team di importanti incisori: i francesi Berndard, Pollet e Loyseau, e l'inglese Sheers e fu necessario importare anche tutta la strumentazione per l'impressione, compreso il torchio Stanhope con un torcoliere esperto in grado di maneggiarlo. Per la prima edizione: Biancardi-Francese p.289; Fumagalli, 228; Parenti, Prime ediz. p.331: E' la prima ed. del testo del romanzo riveduto e della Storia della Colonna Infame; Parenti, Rarità., I pagg. 214-6. Vismara, 57.<BR>