Goliardi e scugnizzi nelle quattro giornate napoletane.
Goliardi e scugnizzi nelle quattro giornate napoletane.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1946
- Luogo di stampa
- Napoli,
- Autore
- Pansini Edoardo –
- Editori
- Cimento,
- Soggetto
- Napoli, Quattro giornate, Resistenza, Seconda guerra mondiale
Descrizione
In-8° (cm 24,5), pp. 108. Con 10 ill. fotogr. f.t. Bruniture diffuse dovute alla qualità della carta, ma ottimo esemplare intonso, completo della rara fascetta editoriale. Raro e ricercato. Il libro di Edoardo Pansini fu censurato dal comando alleato e dal Comitato di Liberazione Nazionale. Edoardo Pansini, Comandante del Fronte Unico Rivoluzionario, partecipò attivamente alle Quattro Giornate di Napoli (settembre 1943) nelle quali suo figlio Adolfo perse la vita. In questo libro rievoca la sua dolorosa esperienza, fin dal 1942, che portarono alla prima rivolta popolare contro il nazifascismo in Italia, e alla liberazione di Napoli e del Mezzogiorno. «Edoardo Pansini, che sopravvive al figlio, è un personaggio scomodo: rappresenta idealmente quella parte di città che non accetta di essere liberata, come i settantaquattro militari napoletani che, nei Balcani, dopo l’armistizio, entrano nella Divisione Italia e danno man forte ai partigiani di Tito. Non a caso, Pansini non scioglie il suo gruppo, prova a stanare i gerarchi, sfonda le porte delle loro case, sequestra il cibo che vi nascondono per alimentare il mercato nero e lo distribuisce al popolo stremato. Ha replicato con fermezza alla tracotanza nazifascista, ha messo i democratici Alleati di fronte a un popolo che possiede coraggio e dignità, ma questo non conta. Pansini è un intralcio per gli americani, che non vogliono colpire i fascisti e lasciarsi alle spalle gente libera di cui temere. Sono loro, gli americani, a chiudere una sua rivista già censurata dal regime, mentre le manette dei carabinieri chiudono la sua carriera di rivoluzionario. Il Codice Rocco, ancora oggi prodigo di aiuti per chiunque miri alla dignità d’un popolo, giunge a immediato sostegno e il capo partigiano dovrà difendersi dall’accusa di violazione di domicilio e furto della merce sottratta al contrabbando. La repubblica per cui Adolfo Pansini morì e uomini come suo padre lottarono non è forse mai nata. […]». Cfr. Giuseppe Aragno, 8 Settembre. Edoardo e Adolfo Pansini, vite per un anniversario senza retorica. In: il Manifesto, 8/9/2013