Dell' oro in natura. La sua storia presso i popoli antichi e moderni, la sua distribuzione geografica, le sue relazioni geologiche, mineralogiche ed economiche
Dell' oro in natura. La sua storia presso i popoli antichi e moderni, la sua distribuzione geografica, le sue relazioni geologiche, mineralogiche ed economiche
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1881
- Luogo di stampa
- Torino e Firenze
- Autore
- Jervis Guglielmo (William Paget)
- Editori
- Roux e Favale - Ermanno Loescher
- Soggetto
- Geologia, Miniere
- Descrizione
- *Flexibound
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- True
Descrizione
In-16° (19x13 cm), pp. XVI, 204 (4), brossura editoriale figurata b/n (pepita d'oro da Vittoria, ripetuta al frontespizio). Controfrontespizio inciso raffigurante una miniera aurifera californiana, alcuni disegni nel testo anche a piena pagina; al contropiatto posteriore grande tavola ripiegata con prospetti grafici e statistici. Ottimo esemplare. Non comune edizione originale di uno dei lavori ottocenteschi di riferimento sul nobile metallo. William Paget Jervis, detto Guglielmo (1832-1906), è stato un geologo e ingegnere inglese naturalizzato italiano. Nato nei pressi di Bombay da genitori inglesi, si trasferì presto a Londra ove nel 1853 si laureò in ingegneria, per poi spostarsi a Edimburgo laddove perfezionò i suoi studi. Nel 1862 giunse in Italia stabilendosi nell'allora capitale Torino, ove trascorse buona parte della sua vita svolgendo il ruolo di direttore del Regio museo industriale. Jervis un periodo di intense ricerche, viaggi esplorativi, raccolta di materiali attraverso tutta la penisola. Durante questo periodo di intensa attivita', entro' in contatto con i principali esponenti della geologia italiana, in particolare con Arturo Issel (1842-1922) dell?Universita' di Genova. Nell'anno della sua morte il museo da lui diretto si fuse con la Regia Scuola di applicazione per gli ingegneri per dar così vita al Politecnico di Torino.