Cristo si è fermato a Eboli
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1946
- Luogo di stampa
- Roma,
- Autore
- Levi, Carlo
- Pagine
- pp. 243 [3] (comprese nella numerazione le carte bianche ab initio et in fine).
- Collana
- collana «Saggi» n. 54,
- Editori
- Einaudi (A.G.E.R.),
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Prima edizione, seconda tiratura («seconda edizione»).
- Soggetto
- Narrativa Italiana del '900
- Descrizione
- brossura arancione, stampata in nero ai piatti e al dorso (titolo su riquadro bianco al piatto anteriore), con piccole unghie; sovracoperta con bel disegno dell’autore a colori, in stampa variante rispetto a quella della prima edizione;
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione, seconda tiratura («seconda edizione»).Esemplare in condizioni più che buone se non ottime (sovracoperta con tracce d’usura, piccole mancanze alla testa e al piede del dorso e piccole lacerazioni non deturpanti al piatto posteriore. Carte occasionalmente fiorite e tagli leggermente bruniti).Seconda stampa del 20 aprile 1946, segue la prima tiratura del settembre 1945 e fu la prima di una lunga serie di ristampe e poi edizioni. Non comune completa della sovracoperta e in buone condizioni. -- Torinese gobettiano, da sempre indaffarato nella sotterranea attività antifascista in collegamento con gli esuli di GeL a Parigi, nel 1935 Carlo Levi fu arrestato e mandato al confino ad Aliano, in provincia di Matera, dove rimase otto mesi, beneficiando del rilascio successivo ai provvedimenti di clemenza adottati dal regime in seguito al buon esito della campagna nordafricana. Come è noto, «nella sua opera capitale» Levi «liberamente rielabora, interiorizzandola, l’esperienza del confino», rivelando «una singolarissima capacità di ibridazione dei codici che governano i generi letterari ai quali è più o meno strettamente apparentabile (romanzo, saggio, prosa d'arte, mémoire, “cosa vista”, corrispondenza di viaggio)» (Contorbia & Picciau, voce DBI, vol. 64, 2005). Da subito accompagnata da un grande successo di critica e pubblico, capolavoro di Carlo Levi si è imposto come classico moderno, un libro d’eccezione che viene insegnato nelle scuole e su cui gli studiosi continuano a interrogarsi.