Antonio Salandra.
Antonio Salandra. | Cartoline |
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Dettagli
- Soggetto
- Politica, Prima Guerra Mondiale, Pubblicitarie, Antonio Salandra
Descrizione
Cartolina d’epoca patriottica, di propaganda bellica e di beneficenza, in occasione dell’entrata in guerra dell’Italia. Napoli, Melfi e Joele, [1915]. Viaggiata, datata 18/8/1916, affrancata, cm 14×9. Al verso, pubblicità della ditta “Carlo Cutolo e Figli – Napoli”, per la raccolta fondi a favore dell’organizzazione civile e Croce Rossa. Al recto ritr. fotogr. di Salandra e stemma del Comune di Napoli. In buone condizioni. Non comune. Antonio Salandra – Dal discorso pronunciato in Campidoglio il 2 giugno 1915:<BR>«…Chi alla patria non dà il braccio,<BR>deve dare la mente, i beni, il cuore,<BR>le rinunzie, i sacrifici.»<BR>La frase è tratta dal discorso pronunciato da Salandra in Campidoglio a Roma il 2 giugno 1915, nei giorni immediatamente successivi all’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale (24 maggio 1915). Il testo si inserisce nel clima di mobilitazione generale, rivolgendosi non solo ai combattenti ma all’intera popolazione civile, chiamata a sostenere lo sforzo bellico anche sul piano economico e morale. Rara testimonianza di propaganda bellica ‘sponsorizzata’ dalla Ditta Carlo Cutolo & Figli di Napoli, realtà commerciale del settore Ferramenta e Forniture Industriali. <BR>Rettifica dell’attribuzione dello stemma al recto della cartolina. L’analisi diretta dell’esemplare consente di correggere un’errata attribuzione talvolta presente in ambito archivistico e commerciale, dove lo stemma è indicato come riferibile alla città di Roma. Lo stemma raffigurato non presenta infatti gli elementi distintivi dello stemma civico romano in uso nel periodo (lettere S.P.Q.R.), ma uno scudo troncato d’oro e di rosso sormontato da corona, riconducibile allo stemma della città di Napoli. Tale identificazione risulta coerente con il contesto editoriale della cartolina, prodotta dalla ditta Carlo Cutolo & Figli – Napoli per iniziative di mobilitazione civile e raccolta fondi. La presenza dello stemma napoletano costituisce pertanto un preciso indicatore dell’origine del manufatto e testimonia il coinvolgimento della realtà urbana napoletana nella propaganda patriottica della Prima guerra mondiale. Antonio Salandra. (Troia 1853 – Roma 1931). Presidente del Consiglio (1914), su posizioni conservatrici, allo scoppio della Prima guerra mondiale passò da neutralismo a interventismo e promosse i negoziati segreti preliminari al patto di Londra. Dimessosi (1915) per l’opposizione dei neutralisti, fu riconfermato al governo (fino al 1916); fu infine delegato alla Conferenza di Parigi (1919). Fu una figura chiave dell’interventismo italiano. Insieme al ministro degli Esteri Sidney Sonnino, sostenne l’abbandono della Triplice Alleanza a favore della Triplice Intesa, portando l’Italia in guerra contro l’Impero Austro-Ungarico.<BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>La presenza dello stemma napoletano costituisce pertanto un preciso indicatore dell’origine del manufatto e testimonia il coinvolgimento della realtà urbana napoletana nella propaganda patriottica della Prima guerra mondiale.<BR><BR>Antonio Salandra. (Troia 1853 – Roma 1931). Presidente del Consiglio (1914), su posizioni conservatrici, allo scoppio della Prima guerra mondiale passò da neutralismo a interventismo e promosse i negoziati segreti preliminari al patto di Londra. Dimessosi (1915) per l’opposizione dei neutralisti, fu riconfermato al governo (fino al 1916); fu infine delegato alla Conferenza di Parigi (1919). Fu una figura chiave dell’interventismo italiano. Insieme al ministro degli Esteri Sidney Sonnino, sostenne l’abbandono della Triplice Alleanza a favore della Triplice Intesa, portando l’Italia in guerra contro l’Impero Austro-Ungarico.<BR>