Fotografia con firma autografa 1911 ca.
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Dettagli
- Autore
- Mimì Turris –
- Soggetto
- Mimì Turris, Café-Chantant, Varietà, Fotografia, Cinema muto
Descrizione
Fotografia originale ai sali d’argento, mm 230×162, montata su carta e supporto in cartoncino leggero marrone, mm 410×280. Tracce d’uso alla fotografia. La canzonettista Mimì Turris debuttò a Napoli alle “Terrazze Santa Lucia” nel 1911. Si affermò in particolare nell’America del sud. Napoli, novembre 1890. In concomitanza con l’inaugurazione della Galleria Umberto I, viene inaugurato, nella crociera inferiore, il Salone Margherita. Il primo café-chantant italiano, nato per imitazione dei ritrovi notturni parigini, con spettacoli di varietà, cantanti e ballerine, ben presto imitato in tutta la penisola. Siamo in piena «belle epoque», tra lustrini e risate, il locale di forma circolare aveva numerosi tavolini e palchetti dove la ricca èlite socio-culturale poteva vivere ore spensierate, bevendo liquori e spumante, ammirando le esibizioni di fantasisti, clown, ballerine e cantanti piene di sentimento come le sciantose Anna Fougez , Ester Bijou, Ninì Bijou, Lina Cavalieri, Maria Campi [la donna che inventò la “mossa”] e tante altre “dimenticate”. Spesso erano ragazze provenienti dalle vicine zone rurali che imparavano a muoversi e ballare sul palcoscenico, scegliendo un «nome eccentrico» come raccontano le due note canzoni, «Lily Kangy» del 1905 e «Ninì Tirabusciò» del 1911, scritte nel periodo d’oro della canzone napoletana e di una città sventrata che sognava di tornare capitale internazionale e perciò desiderosa di leggera frivolezza. O come racconta Ernesto Murolo in Ninì Bijoux dramma in due atti, scritto per Adelina Magnetti, prim’attrice della Compagnia Dialettale Napoletana: la storia drammatica di una sciantosa napoletana nell’atmosfera arroventata, sensuale e di capriccio del café-chantant.<BR><BR>