Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente.
Leggi l'Informativa Cookie Policy completa.

Canone retrogrado. Alla marcia.

Canone retrogrado. Alla marcia. | Autografi | PALUMBO Costantino –

Autografi
PALUMBO Costantino –
450,00 €

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Autore
  • PALUMBO Costantino –
  • Soggetto
  • Autografi, Manoscritti musicali, Musica, Costantino Palumbo

Descrizione

Manoscritto musicale, firmato e datato [Napoli] “Villa Roccaromana, agosto 1882”. Inchiostro marrone su pagina di liber amicorum (mm 200 × 270), scritto al solo recto, con pentagramma tracciato a mano. In testa: (Canone retrogrado). Indicazione agogica: Alla marcia. Tre pentagrammi. Ai margini: annotazioni esplicative autografe con istruzioni per la lettura retrograda (“N.B. Dopo di aver letto queste note, si capovolga il libro e si rileggano”; “Si capovolga il libro”). Carta con timbro a secco «Canson & Montgolfier – Annonay». Stato di conservazione: Buono. Raro. Canone retrogrado autografo del pianista e compositore Costantino Palumbo, allievo di Mercadante. Un canone retrogrado — detto anche cancrizzante, dal latino cancer, gambero — è una composizione contrappuntistica costruita in modo che la musica possa essere letta sia dall’inizio alla fine sia dalla fine all’inizio, producendo un risultato musicalmente coerente in entrambe le direzioni. È una delle forme più complesse dell’arte contrappuntistica, praticata fin dalla scuola franco-fiamminga del XV secolo e portata alle sue conseguenze più alte da Johann Sebastian Bach nell’Offerta musicale. Costantino Palumbo (Torre Annunziata, 1843 – Napoli, 1928) si formò al Conservatorio di Napoli con Francesco Lanza e Michelangelo Russo per il pianoforte e con Saverio Mercadante per la composizione. Pianista dalle mani piccole ma agilissime, la cui specialità era la doppia terza, fu tra i primi in Italia a eseguire Mozart nei programmi da concerto. Le sue esecuzioni delle sonate di Beethoven furono considerate modelli di intuizione interpretativa Nel 1864 iniziò la carriera concertistica, esibendosi a Milano, Bologna e Padova. Verso la fine del 1866 visse a Parigi, dove si esibì in due concerti all’esposizione universale del 1867. Durante il soggiorno parigino, Francesco Florimo lo segnalò a Rossini, che lo volle ascoltare nella sua casa parigina e gli riservò un’approvazione incondizionata. Dopo alcune esibizioni a Londra, ritornò a Milano nel 1868 dove tenne un concerto al conservatorio ed uno alla Società del quartetto, rivelandosi come uno dei più promettenti pianisti italiani. Rientrato a Napoli suonò con Sigismond Thalberg, maestro di Beniamino Cesi, che, diventato collaboratore di Palumbo, ebbero ad esibirsi in numerosi concerti a partire dal 1870. Secondo la testimonianza di Carlo Schmidl (Dizionario Universale dei Musicisti, Sonzogno, Milano), in qualche concerto Palumbo si produsse unitamente allo stesso Thalberg. Vincenzo Vitale (Il pianoforte a Napoli nell’Ottocento, Bibliopolis, 1983) scrive che il fortunato incontro con Thalberg spinse Palumbo all’esplorazione sempre più approfondita della tastiera e dei suoi maggiori protagonisti. Con Beniamino Cesi, allievo prediletto di Thalberg, Palumbo strinse poi un sodalizio concertistico durato tutti gli anni Settanta. Dal 1873 insegnò pianoforte al Conservatorio, formando tra gli altri Emilia Gubitosi e Alessandro Vessella. La villa di Posillipo dove Palumbo scrisse questo canone nell’agosto 1882 era Villa Roccaromana, a metà strada tra villa Thalberg e Mergellina, la stessa in cui avrebbe vissuto fino alla morte. La datazione del manoscritto dalla propria residenza anziché da un luogo di visita suggerisce che l’album amicorum potesse appartenere allo stesso Palumbo: nella villa, come testimonia Vitale, il pianista riceveva regolarmente colleghi e allievi che andavano a consultarlo. L’annotazione autografa in testa al foglio “N.B. Dopo di aver letto queste note, si capovolga il libro e si rileggano” istruisce il lettore a capovolgere la pagina dopo la prima lettura. Il brano funziona identicamente nelle due direzioni. Le indicazioni “Si capovolga il libro”, ripetute ai margini in orientamenti opposti, confermano il meccanismo palindromico della composizione. Vitale ricorda che un Preludio e Fuga scritto per il Metodo di Lebert e Stark testimoniava già della perizia di Palumbo «nel procedere con mano sicura attraverso il ginepraio contrappuntistico». Questo canone retrogrado ne è un’ulteriore conferma, un saggio di contrappunto e insieme un gioco intellettuale destinato ai frequentatori dell’album. La carta reca il timbro a secco della cartiera Canson & Montgolfier di Annonay, produttrice storica di carte pregiate dalla fine del XVIII secolo.

Logo Maremagnum it